Movimento culturale "Arte positiva"
Il movimento "Arte Positiva", nato in Valbrenta da un'idea del Maestro Gianni Visentin, mi sembra coraggioso e lungimirante, ricco di forza creativa, capace di produrre e diffondere per le vie del mondo nuovi valori di fratellanza e di pace.
Il coraggio dell'idea sta nell'affrontare una realtà ben diversa, in cui, di là delle ricerche espressive esplicitamente contrarie ai valori positivi, c'è un coro di voci autorevoli secondo i quali l'arte non tollera aggettivi. Non si dovrebbe dunque parlare di "Arte Positiva" nè di "arte o letteratura cristiana" e simili.
L'aggettivo distruggerebbe il sostantivo. Noi sosteniamo invece che l'aggettivo non riguarda la tecnica, le regole del mestiere che costruiscono l'opera d'arte: quelle posseggono la loro autonomia e validità per quanto riguarda la forma dell'opera. Ma il contenuto puo' essere qualificato in maniera varia, può essere positivo o negativo, può costruire o distruggere, diffondere valori o disvalori.
Perciò il contenuto è importante nell'opera d'arte. Boris Pasternak afferma: L'arte non è mai sembrata un oggetto o un aspetto della forma, ma piuttosto una parte misteriosa e nascosta del contenuto.
Ci troviamo umilmente d'accordo con il grande scrittore russo. Perciò dicevamo coraggiosa l'idea del Maestro Visentin, che affronta e supera i pregiudizi e gli ostacoli e apre la strada a un'arte che non ha pudore di sostenere il meglio dei valori umani. E' anche un'idea lungimirante, perchè foriera di grandi sviluppi.
L'augurio puo' essere una previsione che molti artisti, non solo in Italia, ma in tutto il mondo, aderiscano all'idea di "Arte Positiva" che portino il loro contributo molteplice e decisivo al progresso dell'umanità.
Gianni Giorgianni
Scrittore - Giornalista
I CRITICI E "ARTE POSITIVA"
"Solo superando se stesso l'uomo è veramente uomo", scrive Biagio Pascal nei suoi "Pensieri". Paradosso fondamentale. Certo, abbiamo bisogno di tornare a riflettere, di rimetterci in gioco, per essere creativi, progettuali.
L'apocalisse del nostro tempo forse è proprio il silenzio dei cuori. Come varcare le soglie della speranza? Come vincere la paura? La paura si sconfigge ricercando la luce, i valori puri dell'arte e dell'anima, conquistando la conoscenza, una conoscenza che è l'origine dell'azione e che consente di trovare l'energia per combattere contro i mulini a vento della indifferenza e della comodità.
E' un quadro cupo quello che compone la nostra quotidianità, riflesso dai tubi catodici della tv, dall'inchiostro dei rotocalchi, dagli stessi quotidiani, dagli impulsi satellitari, dalle immagini del "villaggio globale" raccontato su internet.
Continuiamo a venerare la religione dell'infelicità. Perchè stupirci se siamo infelici? Abbiamo accolto perfino la monotonia del dolore, l'assuefazione ai guai.
"Pensare Positivo" è forse l'ultima efficace medicina che rimane a disposizione.
Dare senso al tempo, non avere paura di Dio, non darsi mai per vinti.
L'uomo è un'infinita possibilità. E l'artista è colui che, in seno alla terra, trasforma le intuizioni e parla un linguaggio universale, e partendo dal cuore dell'uomo scioglie l'enigma del mondo, gioca con il creato.
Chi meglio dell'artista è capace di cogliere la luce dei colori, la plasticità del sorriso, l'infinita profondità di uno sguardo e imprimerlo nella memoria? La genialità dell'artista sta in questa capacità di parlare correttamente tutte le lingue, di dialogare con i potenti e con gli umili, di raggiungere ogni traguardo immaginabile. Con abbondanza l'artista sa offrirci risposte e ancora domande e di nuovo risposte, inducendoci alla verità, a non bluffare con noi stessi, ad aprirci e a lottare per una società nuova.
Poeti, scrittori, pittori, scultori, nel loro agire positivo, hanno la forza e la capacità di cogliere un briciolo di cielo e offircelo, di farcene dono. Non possiamo rifiutarlo.
L'uomo è lo stupore di Dio. E' capace di sperare. E la speranza stupisce, sempre.
Dà il senso e la dimensione di una vita completa.
E l'artista interpreta questo stupore. Ha in se il tarlo dell'inadeguatezza.
L'arte quando è positiva resta il luogo dell'anima, accede sempre alla luce, "recupra" l'uomo.
Giandomenico Cortese
Critico- giornalista
Le avanguardie culturali di questo secolo hanno mirato più a distruggere che a costruire. Cresce sempre più il bisogno di un' "Arte Positiva" che recuperi, sia pure in forme nuove, gli antichi valori consolidati dalla storia.
Questi valori estetici e insieme morali, ancor oggi troppo trascurati dalle espressioni artistiche, sono ntrinsechi alle necessità vitali dell'uomo. "L'Arte Positiva" si configura come un movimento che, al di là delle impostazioni stilistiche, mira a rappresentare direttamente i indirettamente le forze sane dell'uomo e della società. No quindi alle violenze, alle sopraffazioni, agli egoismi, ai vizi più o meno ammantati da un malinteso senso della bellezza, ai piacere perseguiti come tali.
L'"Arte Positiva" deve essere uno strumento di elevazione, di consapevolezza, di equlibrio interiore: quindi anche un tramite di avvicinamento al Mistero Divino. L'amore, la famiglia, le virtù civiche. la solidarietà tra gli uomini, il sentimento del dovere, la fratellanza, il rispetto della natura devono e possono diventare oggetto di "un'Arte Positiva" attraverso la quale possa avvenire un'autentica purificazione della società umana, senza ledere le libertà di enssuno e senza imporre nessna costrizione.
Paolo Rizzi
Critico - Giornalista
Il coraggio dell'idea sta nell'affrontare una realtà ben diversa, in cui, di là delle ricerche espressive esplicitamente contrarie ai valori positivi, c'è un coro di voci autorevoli secondo i quali l'arte non tollera aggettivi. Non si dovrebbe dunque parlare di "Arte Positiva" nè di "arte o letteratura cristiana" e simili.
L'aggettivo distruggerebbe il sostantivo. Noi sosteniamo invece che l'aggettivo non riguarda la tecnica, le regole del mestiere che costruiscono l'opera d'arte: quelle posseggono la loro autonomia e validità per quanto riguarda la forma dell'opera. Ma il contenuto puo' essere qualificato in maniera varia, può essere positivo o negativo, può costruire o distruggere, diffondere valori o disvalori.
Perciò il contenuto è importante nell'opera d'arte. Boris Pasternak afferma: L'arte non è mai sembrata un oggetto o un aspetto della forma, ma piuttosto una parte misteriosa e nascosta del contenuto.
Ci troviamo umilmente d'accordo con il grande scrittore russo. Perciò dicevamo coraggiosa l'idea del Maestro Visentin, che affronta e supera i pregiudizi e gli ostacoli e apre la strada a un'arte che non ha pudore di sostenere il meglio dei valori umani. E' anche un'idea lungimirante, perchè foriera di grandi sviluppi.
L'augurio puo' essere una previsione che molti artisti, non solo in Italia, ma in tutto il mondo, aderiscano all'idea di "Arte Positiva" che portino il loro contributo molteplice e decisivo al progresso dell'umanità.
Gianni Giorgianni
Scrittore - Giornalista
I CRITICI E "ARTE POSITIVA"
"Solo superando se stesso l'uomo è veramente uomo", scrive Biagio Pascal nei suoi "Pensieri". Paradosso fondamentale. Certo, abbiamo bisogno di tornare a riflettere, di rimetterci in gioco, per essere creativi, progettuali.
L'apocalisse del nostro tempo forse è proprio il silenzio dei cuori. Come varcare le soglie della speranza? Come vincere la paura? La paura si sconfigge ricercando la luce, i valori puri dell'arte e dell'anima, conquistando la conoscenza, una conoscenza che è l'origine dell'azione e che consente di trovare l'energia per combattere contro i mulini a vento della indifferenza e della comodità.
E' un quadro cupo quello che compone la nostra quotidianità, riflesso dai tubi catodici della tv, dall'inchiostro dei rotocalchi, dagli stessi quotidiani, dagli impulsi satellitari, dalle immagini del "villaggio globale" raccontato su internet.
Continuiamo a venerare la religione dell'infelicità. Perchè stupirci se siamo infelici? Abbiamo accolto perfino la monotonia del dolore, l'assuefazione ai guai.
"Pensare Positivo" è forse l'ultima efficace medicina che rimane a disposizione.
Dare senso al tempo, non avere paura di Dio, non darsi mai per vinti.
L'uomo è un'infinita possibilità. E l'artista è colui che, in seno alla terra, trasforma le intuizioni e parla un linguaggio universale, e partendo dal cuore dell'uomo scioglie l'enigma del mondo, gioca con il creato.
Chi meglio dell'artista è capace di cogliere la luce dei colori, la plasticità del sorriso, l'infinita profondità di uno sguardo e imprimerlo nella memoria? La genialità dell'artista sta in questa capacità di parlare correttamente tutte le lingue, di dialogare con i potenti e con gli umili, di raggiungere ogni traguardo immaginabile. Con abbondanza l'artista sa offrirci risposte e ancora domande e di nuovo risposte, inducendoci alla verità, a non bluffare con noi stessi, ad aprirci e a lottare per una società nuova.
Poeti, scrittori, pittori, scultori, nel loro agire positivo, hanno la forza e la capacità di cogliere un briciolo di cielo e offircelo, di farcene dono. Non possiamo rifiutarlo.
L'uomo è lo stupore di Dio. E' capace di sperare. E la speranza stupisce, sempre.
Dà il senso e la dimensione di una vita completa.
E l'artista interpreta questo stupore. Ha in se il tarlo dell'inadeguatezza.
L'arte quando è positiva resta il luogo dell'anima, accede sempre alla luce, "recupra" l'uomo.
Giandomenico Cortese
Critico- giornalista
Le avanguardie culturali di questo secolo hanno mirato più a distruggere che a costruire. Cresce sempre più il bisogno di un' "Arte Positiva" che recuperi, sia pure in forme nuove, gli antichi valori consolidati dalla storia.
Questi valori estetici e insieme morali, ancor oggi troppo trascurati dalle espressioni artistiche, sono ntrinsechi alle necessità vitali dell'uomo. "L'Arte Positiva" si configura come un movimento che, al di là delle impostazioni stilistiche, mira a rappresentare direttamente i indirettamente le forze sane dell'uomo e della società. No quindi alle violenze, alle sopraffazioni, agli egoismi, ai vizi più o meno ammantati da un malinteso senso della bellezza, ai piacere perseguiti come tali.
L'"Arte Positiva" deve essere uno strumento di elevazione, di consapevolezza, di equlibrio interiore: quindi anche un tramite di avvicinamento al Mistero Divino. L'amore, la famiglia, le virtù civiche. la solidarietà tra gli uomini, il sentimento del dovere, la fratellanza, il rispetto della natura devono e possono diventare oggetto di "un'Arte Positiva" attraverso la quale possa avvenire un'autentica purificazione della società umana, senza ledere le libertà di enssuno e senza imporre nessna costrizione.
Paolo Rizzi
Critico - Giornalista
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1 ottobre 2011
presentazione della rivista "L'illustre bassanese" dedicata all'artista